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Cervia portale Riviera Romagna

Cervia
Abitanti: 26792
Indirizzo: p.zza Garibaldi, 1
Telefono: 0544 - 979111
Fax: 0544 - 72340
Sito Internet: http://www.comunecervia.it
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Cervia in epoca romana si chiamava Ficocle e sorgeva a tre o quattro chilometri a ponente dell'attuale città, ai limiti di una grande palude, propaggine meridionale delle lagune venete. Sulla terraferma e sui dossi emergenti dalle acque si estendeva una vastissima pineta che si congiungeva, al di là del fiume Savio, con le pinete ravennati. Alcuni reperti archeologici rinvenuti in zone limitrofe risalgono alla tarda «età del bronzo» (VI-V secolo a.C.). E' comunque certa la presenza di insediamenti umani a partire dal III secolo d.C. La città fu sede di uno dei più antichi vescovati della Romagna: il suo protovescovo, secondo la tradizione, fu Sant'Eleuterio, ma il primo di cui si ha memoria certa è San Geronzio, che intervenne al concilio romano celebrato nel 601 da papa Simmaco. Nel 709 Ficocle fu interamente distrutta dall'esarca Teodoro, che volle punirla per essersi unita all'arcivescovo di Ravenna, in quel tempo ribelle all'imperatore di Costantinopoli. Gli abitanti per salvarsi si rifugiarono in mezzo alle loro paludi, dove poi costruirono la nuova città, a cui diedero il nome di Cervia, forse per gli «acervi», mucchi di sale, o meglio per i cervi che allora popolavano la pineta. La leggenda vuole che il nome sia dovuto a un cervo che, per proteggersi dai cacciatori che stavano per colpirlo, si sarebbe inginocchiato davanti a San Bassano, vescovo di Lodi, di passaggio in quei luoghi. Ispirandosi a questa leggenda lo stemma del comune raffigura un cervo inginocchiato. Le sorti della città furono sempre strettamente legate a quelle delle sue saline, che pare risalgano a epoca etrusca, quando il sale era utilizzato ancora come merce di scambio al posto della moneta. Nel medioevo Cervia tentò di reggersi a libero comune, ma potenti feudatari, comuni e signorie se la contesero per il suo ambitissimo prodotto. Furono particolarmente sanguinose le lotte fra i Polenta, signori di Ravenna, e i Malatesta, signori di Rimini. Dopo un lungo periodo di guerre e discordie, la pace fra le due famiglie fu suggellata con il matrimonio di Francesca da Polenta e Gianciotto Malatesta. Nel 1463 Malatesta Novello di Cesena, signore di Cervia, la vendette alla Repubblica di Venezia, desiderosa di avere in Italia il monopolio del lucroso commercio del sale. Battuta Venezia nel 1509 ad Agnadello dall'esercito della Lega di Cambrai, Cervia tornava alla Santa Sede, sotto cui rimase, esclusa la parentesi napoleonica, fino al 1859. Al periodo della dominazione veneta risale la festa dello «Sposalizio del mare», che si celebra ogni anno nel giorno dell'Ascensione. La vecchia città di Cervia, che sorgeva in mezzo alle saline e agli avanzi delle antiche paludi, non godeva di un clima salubre. Per questo nel 1697 papa Innocenzo XII accondiscese alle richieste del vescovo Gianfrancesco Riccamonti di demolire l'antica città e ricostruirla in località più sana, dove si trova attualmente. Il lavoro fu diretto da capimastri milanesi e durò nove anni. L'architetto Bellardino Perti le diede la caratteristica linea secentesca rimasta pressoché inalterata fino all'ultima guerra, quando furono distrutte le sue porte. Tra i personaggi illustri che nacquero o vissero a Cervia si possono ricordare Odeodato Ressi, insigne economista, che fu imprigionato con Silvio Pellico sotto accusa di carboneria; il cardinale Lorenzo Caleppi, amico del Metastasio e tenace oppositore di Napoleone; il giurista e poeta Luigi Mazzolani, e Teodolinda Franceschi Pignocchi, poetessa della scuola classica romagnola e patriota del Risorgimento. In tempi più recenti amava soggiornare a Cervia Grazia Deledda, che qui trasse l'ispirazione per alcuni suoi romanzi, fra cui Il paese del vento, La fuga in Egitto, Il vecchio e fanciulli e varie novelle e racconti.



Cervia in English

In Roman times Cervia was called Ficocle and it stood three or four kilometers west of the city, the limits of a large swamp. On the mainland and on the emerging bumps from the watere a vast pine forest stretched and it was connected, beyond the Savio River, with the pine forests of Ravenna. The city was home to one of the oldest vescovati of Romagna. Ficocle was destroyed in 709 and then rebuilt and called Cervia, called so for the deer that then populated the pine forest. For a legend in fact the emblem of the town is a deer kneeling. Cervia is famous for its salt mines, which go back to Etruscan era, when the salt was used as a bargaining instead of currency. The old town of Cervia stood in the midst of the salt and in the marshes, and for that it didn't enjoy a healthy climate. In fact in 1697 it was demolished and rebuilt in the most healthy where it is now.



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